{"id":4629,"date":"2020-04-24T16:57:27","date_gmt":"2020-04-24T16:57:27","guid":{"rendered":"http:\/\/aldocalza.com\/?p=4629"},"modified":"2020-11-12T09:06:35","modified_gmt":"2020-11-12T09:06:35","slug":"aggiornamento-del-24-aprile-2020-lintegrazione-del-protocollo-di-regolazione-delle-misure-negli-ambienti-di-lavoro-e-la-seconda-domanda-di-cigd-per-le-imprese-plurilocalizzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aldocalza.com\/en\/aggiornamento-del-24-aprile-2020-lintegrazione-del-protocollo-di-regolazione-delle-misure-negli-ambienti-di-lavoro-e-la-seconda-domanda-di-cigd-per-le-imprese-plurilocalizzate\/","title":{"rendered":"Aggiornamento del 24 aprile 2020: l&#8217;integrazione del Protocollo di regolazione delle misure negli ambienti di lavoro e la seconda domanda di CIGd per le imprese plurilocalizzate"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\" data-type=\"vc_cmsms_shortcodes-custom-css\"><\/style>\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la firma della&nbsp;integrazione&nbsp;del \u201c<em><a href=\"https:\/\/www.uilmnazionale.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/20200424-DOCUMENTO-PROTOCOLLO-SICUREZZA-Cgil-Cisl-Uil-Mise-e-M-Salute-Min-Lav.pdf\">Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro<\/a><\/em>\u201d rende opportuno e, speriamo, utile questo nuovo aggiornamento.<\/p>\n\n\n\n<p>In calce a questo articolo, troverete anche un cenno al fastidioso&nbsp;Avviso del 23.4.2020 del Ministero del Lavoro in merito alle modalit\u00e0 di deposito della domanda di Cassa Integrazione Guadagni in Deroga per le plurilocalizzate.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align:center\">Il nuovo Protocollo<\/h4>\n\n\n\n<p>Il protocollo riporta in massima parte i contenuti del precedente Protocollo del 14 marzo 2020; ci limiteremo quindi a riassumere le novit\u00e0 pi\u00f9 importanti rispetto alla precedente stesura del Protocollo, rinviando per il resto alla lettura del provvedimento, che contiene la disciplina delle misure da adottare in vista della auspicata riapertura delle attivit\u00e0, che si prevede avverr\u00e0 &#8211; come fa presagire il <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/gu\/2020\/04\/11\/97\/sg\/pdf\">DPCM del 10.04.2020<\/a>, seppur probabilmente in modo parziale e progressivo &#8211; dal&nbsp;<strong>4 maggio 2020<\/strong>.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il Protocollo precisa gi\u00e0 nelle premesse che la \u201c<em><strong>mancata attuazione del Protocollo \u2026 determina la sospensione dell\u2019attivit\u00e0 fino al ripristino delle condizioni di sicurezza<\/strong><\/em>\u201d: meglio leggerlo con attenzione, quindi, se non volete essere catapultati nuovamente sul divano di casa, dopo pochi attimi di anelato rientro al lavoro \u2026&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando i capitoli che compongono il Protocollo, ecco le maggiori novit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1) Informazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si introduce l\u2019obbligo per l\u2019azienda di fornire una informazione adeguata, sulla base delle mansioni e del contesto nel quale debbano essere svolte, sul corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) atti a prevenire qualunque forma di contagio.<br>Andranno quindi sviluppati i meccanismi di informazione e, ancor pi\u00f9, di documentazione e prova della formazione fornita ai dipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2) Modalit\u00e0 di ingresso in azienda<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Vengono esplicitati i limiti legati alla normativa sulla <em>privacy<\/em> da applicare in caso di controllo della temperatura corporea all\u2019ingresso dell\u2019azienda.&nbsp;<br>La <em>privacy<\/em>, in Italia, anche quando viene temporaneamente messa da parte (come era avvenuto in merito al controllo della temperatura corporea), torna sempre a imperversare \u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;nota 1&nbsp;del Protocollo, a pag. 6, \u00e8 un luminoso esempio di come si possa complicare inutilmente la vita alle aziende che vogliano proteggere dal contagio i loro dipendenti.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>In breve: <\/p>\n\n\n\n<ul><li>non si deve \u201cregistrare\u201d il dato acquisito con la misurazione della temperatura (e fin qui ci pu\u00f2 stare); <\/li><li>si deve fornire l\u2019informativa sul trattamento dati personali, si suppone prima di misurare la temperatura, secondo i parametri indicati nella nota (salviamo gli uomini, ma devastiamo le foreste: quanta carta sprecata!); <\/li><li>si devono definire le misure di sicurezza per la protezione dei dati;<\/li><li>in caso di isolamento dovuto al virus, si decono assicurare modalit\u00e0 tali da garantire la riservatezza e dignit\u00e0 del lavoratore.<\/li><li><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Non contento dei contenuti della nota 1 \u2026 &nbsp;il redattore del Protocollo ne introduce una seconda, una seconda nota 1 per capirci, che introduce limitazioni legate alla <em>privacy<\/em> anche qualora il datore di lavoro chieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio. <\/p>\n\n\n\n<p>Vi invito sul punto a leggere la seconda nota 1, che come la prima, per semplificare le cose, \u00e8 a pag. 6 del Protocollo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingresso in azienda di dipendenti risultati in passato positivi al COVID-19 dovr\u00e0 essere preceduto da una comunicazione circa la \u201ca<em>vvenuta negativizzazione<\/em>\u201d (negativizzazione? Ma a che lingua appartiene questa strana parola?) secondo le modalit\u00e0 previste dal dipartimento territoriale di competenza.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il datore di lavoro deve fornire la \u201cmassima collaborazione\u201d se le autorit\u00e0 territoriali introducano misure pi\u00f9 restrittive di quelle previste dal Protocollo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3) Modalit\u00e0 di accesso dei fornitori esterni<\/strong>&nbsp;(<strong>appalti endoaziendali<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<p>Obbligo di informativa da parte dell\u2019appaltatore nei confronti del committente, per appalti endoaziendali, in merito a dipendenti risultati positivi e obbligo di collaborazione da parte di committente e appaltatore per supportare l\u2019autorit\u00e0 sanitaria nella individuazione di eventuali contatti stretti.<br>Obbligo della committente di informare gli appaltatori circa i contenuti del Protocollo aziendale e di controllare che gli appaltatori lo rispettino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4) Pulizia e sanificazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle aree geografiche \u201c<em>a maggiore endemia<\/em>\u201d (il termine desueto utilizzato dai redattori evoca, forse non a caso, la \u201cEndemol\u201d, ossia la casa di produzione televisiva che alcuni decenni addietro diffuse in Italia il \u201cvirus\u201d del &#8230; Grande Fratello), che si suppone siano le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (ma il dato non \u00e8 precisato), in aggiunta alle normali attivit\u00e0 di pulizia, viene reso necessario provvedere, alla riapertura, a una sanificazione straordinaria degli ambienti ai sensi della <strong>circolare 5443 del 22 febbraio 2020<\/strong>, che trovate <a href=\"http:\/\/www.prefettura.it\/FILES\/allegatinews\/1181\/Circolare_Ministero_della_Salute_n._5443_del_22_febbraio_2020.pdf\">qui<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5) Precauzioni igieniche personali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Obbligo di rendere accessibili ai dipendenti \u201c<em>specifici dispenser<\/em>\u201d collocati in punti facilmente individuabili.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>6) Dispositivi di Protezione Individuale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Obbligo, per i lavoratori che condividano spazi comuni, di utilizzo della mascherina chirurgica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>7) Gestione spazi comuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna novit\u00e0 rispetto alla prima versione del Protocollo<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>8) Organizzazione aziendale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si precisa che il lavoro a distanza continua a essere incentivato anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro, \u201c<em>ferma la necessit\u00e0 che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attivit\u00e0 (assistenza nell\u2019uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause)<\/em>\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Viene sancito l\u2019obbligo di rispettare il \u201c<em>distanziamento sociale<\/em>\u201d attraverso anche una \u201c<em>rimodulazione degli spazi di lavoro<\/em>\u201d, con l\u2019invito a utilizzare come postazioni di lavoro anche \u201c<em>uffici inutilizzati<\/em>\u201d e \u201c<em>sale riunioni<\/em>\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Si suggerisce l\u2019introduzione di orari di lavoro differenziati che favoriscano il distanziamento sociale; un suggerimento che pu\u00f2 essere interpretato come l\u2019attribuzione alle aziende della facolt\u00e0 di modificare unilateralmente la distribuzione dell\u2019orario di lavoro a tutela dei lavoratori, senza che questi ultimi possano sollevare eccezioni o contestazioni di sorta.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Si invitano le aziende a incentivare modalit\u00e0 di spostamento dall\u2019abitazione all\u2019azienda e viceversa, favorendo l\u2019uso del mezzo privato o di navette (non si comprende per quale motivo le navette favoriscano il distanziamento sociale; il mezzo privato, sicuramente, s\u00ec).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>9) Gestione entrata e uscita dei dipendenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna novit\u00e0 rispetto alla prima versione del Protocollo<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>10) Spostamenti interni, riunioni formazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna novit\u00e0 rispetto alla prima versione del Protocollo<\/p>\n\n\n\n<p><strong>11) Gestione delle persone sintomatiche in azienda<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si aggiunge semplicemente la previsione secondo la quale il lavoratore, al momento dell\u2019isolamento, deve essere subito dotato di mascherina chirurgica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>12) Sorveglianza sanitaria, medico competente, rls<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il medico competente pu\u00f2 suggerire mezzi diagnostici per limitare la diffusione del virus.<br>Al momento della ripresa delle attivit\u00e0 \u00e8 opportuno coinvolgere il medico competente per identificare i soggetti con particolari fragilit\u00e0 e per il reinserimento di lavoratori con pregressa infezione COVID-19, nei confronti dei quali, quindi, possono essere introdotte limitazioni per garantirne un reinserimento progressivo e sicuro per tutti.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il medico competente, per i cosiddetti \u201c<em>negativizzati<\/em>\u201d, deve effettuare la visita preventiva indipendentemente dalla durata dell\u2019assenza per malattia (la frase nel Protocollo \u00e8 complessa e involuta, ma sembra potersi affermare che i firmatari intendessero prevedere la visita anche per malattia di durata inferiore ai 60 giorni, iniziativa comunque altamente consigliabile).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>13) Aggiornamento del protocollo di regolamentazione<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Viene prevista la creazione di un \u201c<em>Comitato Territoriale<\/em>\u201d composto dagli organismi paritetici per la salute e sicurezza, con il coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali, per le aziende dove non vengano costituiti i Comitati per l\u2019applicazione e la verifica del Protocollo: un invito, seppur implicito, a costituire i comitati aziendali, prima di trovarsi invischiati nelle confuse spire dell\u2019ennesimo organismo paritetico \u2026 !<br><\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso viene prevista la possibilit\u00e0 di costituire, a livello territoriale o settoriale e su iniziativa dei firmatari del Protocollo, dei \u201c<em>Comitati per le finalit\u00e0 del Protocollo<\/em>\u201d, anche con il coinvolgimento delle autorit\u00e0 sanitarie locali e e degli altri soggetti istituzionali.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 invece ancora prevista, ma si prevede lo sar\u00e0, la creazione di &#8220;Comitati per il controllo delle finalit\u00e0 dei Comitati per le finalit\u00e0 del Protocollo\u201d e a cascata di altri inutili Comitati finalizzati a controllarsi a vicenda \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>***<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align:center\"><strong>Il fastidioso avviso del 23.04.2020 del Ministero sulla CIGd per le plurilocalizzate<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Come un fulmine a ciel sereno, ieri il Ministero (i cui funzionari evidentemente sono gi\u00e0 affaticati per l\u2019eccesso di lavoro dovuto alle domande di CIGd) ha comunicato, in un laconico \u201cavviso\u201d (lo trovate <a href=\"https:\/\/www.lavoro.gov.it\/temi-e-priorita\/ammortizzatori-sociali\/focus-on\/CIGS\/Pagine\/COVID-19-Deroga.aspx\">qui<\/a>), che&nbsp;le aziende plurilocalizzate&nbsp;(con sedi o unit\u00e0 produttive o operative in almeno 5 regioni)&nbsp;dovranno fare, oltre alla&nbsp;<strong>istanza<\/strong>&nbsp;(originariamente prevista come unica)&nbsp;da presentare direttamente al Ministero,&nbsp;anche una&nbsp;<strong>seconda istanza<\/strong>&nbsp;per ciascuna Regione qualora abbiano sedi o unit\u00e0 site in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna&nbsp;(le regioni per le quali \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di fruire di 4 settimane aggiuntive rispetto alle 9 settimane previste per il resto d\u2019Italia).<br><\/p>\n\n\n\n<p>Le domande presso le tre Regioni dovranno essere effettuate seguendo le istruzioni fornite dalla regioni, che come ormai tutti sappiamo, sono diverse l\u2019una dall\u2019altra e di assai difficile comprensione.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Sentivamo tutti la mancanza di un nuovo elemento di complessit\u00e0 nella gestione degli ammortizzatori sociali, considerato che la maggior parte delle aziende plurilocalizzate la domanda l\u2019ha gi\u00e0 fatta e ne ha fatta una sola.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Nulla \u00e8 perduto comunque, tranne il tempo di chi dovr\u00e0 dedicarsi a presentare la seconda domanda a livello regionale&#8230;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la firma della&nbsp;integrazione&nbsp;del \u201cProtocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro\u201d rende opportuno e, speriamo, utile questo nuovo aggiornamento. 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